Oggetto d'amore, Edna O'Brian

Einaudi

Traduzione di Giovanna Granato

pp. 376

Euro 18,50

Questa rcensione è apparsa su Il Fatto Quotidiano del 9 Giungo 2016. Ringraziamo la testata e l'autrice.

 

 

di Caterina Bonvicini

Oggetto d'amore di Edna O'Brien (traduzione di Giovanna Granato, Einaudi) è un libro di una bellezza folgorante. Edna O' Brien, senza dubbio una delle maggiori scrittrici viventi, già amata per i suoi romanzi e per la stupenda autobiografia, Country Girl, con questa raccolta di racconti si supera. Forse perché dentro c'è tutta la sua ricchezza, di scrittura e di umanità. Ci sono tutte le sue vite, dall'Irlanda a Londra e New York. E tutti i personaggi del suo immaginario, come riuniti su un unico palcoscenico: ragazze di campagna e complesse donne cittadine, tutte insieme, quasi per mano, ognuna con le sue passioni e le sue infelicità. Mondi lontanissimi che qui si incontrano e, storia dopo storia, creano miracolosamente un mondo unico. E’ il mondo di Edna: un mondo costruito su una voce, con il suo carattere fortissimo e una sua inconfondibile personalità.

Come dice Jhon Banville nell'introduzione quello che colpisce è la varietà. Si salta da un’Irlanda poverissima e ferocemente cattolica, da un ambiente contadino capace solo di ferocia, dove l’amore è visto come uno scandalo da punire, come in Una donna scandalosa o Le signorine Connor, alla piscina di un milionario, dove una giovane fidanzata di estrazione sociale diversa cerca disperatamente di imparare a nuotare, di stare a galla nell’acqua ma anche in un mondo non suo, come nel bellissimo racconto intitolato Paradiso («Lei sapeva che al ritorno a Londra avrebbero trovato due auto separate ad aspettarli all'aeroporto. Era più che naturale. La casa, le pietre calde del lastricato, lo scintillio dell'acqua di sicuro ogni tanto si sarebbero riaffacciati alla memoria; di lui invece si sarebbe dimenticata, riponendolo nella soffitta della mente, dove si apposta la sconfitta»).

Edna O'Brian

 Oggetto d’amore, che dà titolo alla raccolta, è un capolavoro. E’ la storia di una donna innamorata di un uomo sposato, dei loro incontri clandestini, di una relazione deludente: un tema molto comune, eppure Edna O’Brien riesce a renderlo nuovo, a emozionarci con il suo sguardo, che ha sempre qualcosa di inatteso. Un altro racconto potentissimo è La signora Reinhardt, la storia una donna abbandonata dal marito, innamorato di una ragazza più giovane, che cerca di risollevarsi regalandosi una vacanza in Bretagna e anche un’avventura. Una figura tragica indimenticabile, da amare («Si rese conto di una cosa meravigliosa. Per un certo numero di minuti non aveva pensato una sola volta al signor Reinhardt e questo segnava l'inizio della guarigione. Era così che succedeva: dimenticavi per due minuti e ricordavi per venti. Dimenticavi per tre minuti e ricordavi per quindici, ma poi ricordo e oblio poco alla volta si equilibravano come un pendolo che poi, un bel giorno, cominciava a oscillare dall'altra parte decretando la vittoria dell'oblio»).

Come dice Banville, il segreto di Edna O’Brien, «la poetessa della vulnerabilità», è «un'empatia indiscutibilmente cechoviana», che le consente di calarsi in tutti i suoi personaggi e di renderli vivi, umani, indimenticabili. «E’, semplicemente, una delle scrittrici più raffinate del nostro tempo», dice ancora Banville. Vero.

 

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