Luna di miele con nostalgia, Molly Antopol

Bollati Boringhieri

Traduzione di Costanza Prinetti

pp. 256

Euro 17,50

di Bruno Puntura

 

Se state cercando una buona scusa per dare un senso alle vostre lacrime vi consiglio di entrare nella prima libreria che incontrate e comprare Lune di miele con nostalgia di Molly Antopol. Vale anche prenderlo on-line ma vi avverto: nell’attesa che arrivi potreste piangere senza che qualcosa di profondo ed emotivamente sensato sia riuscito davvero a toccare il vostro cuore.

Lune di miele con nostalgia è una raccolta di otto racconti che portano alla luce storie di vite normali che si mischiano, loro malgrado o per fortuna, con la Storia. Membri del partito comunista americano, emigrati ebrei o cittadini ucraini in cerca di una nuova vita in America, sono solo alcuni dei personaggi che popolano una raccolta che trabocca di vita e di umanità. Uomini e donne in cerca di un riscatto sociale, o intenti semplicemente a dimenticare i dolori che una vita costringe a vivere, nell’illusione che un nuovo amore possa dissolvere un passato fatto di improvvise malinconie e disperate meraviglie. Capita nel racconto d’apertura, che dà il titolo alla raccolta, dove Howard Siegel, proprietario attempato di una lavanderia appena scaricato dalla moglie, s’innamora di Sveta, giovane vedova ucraina che si ritrova in America in cerca di oblio e rinascita, almeno emotiva. Entrambi hanno una cosa in comune, l’Ucraina: Sveta per nascita, Howard per discendenza. La sua famiglia, infatti, proviene da Kiev, dove lui non ha mai messo piede e probabilmente è tutto fuorché un ucraino. Eppure le scintille del cuore accendono strade insolite, che spesso è impossibile non intraprendere, proprio come Howard non riesce a rinunciare alla bella Sveta, la sola in grado di far battere il suo cuore in modo impacciato ma soprattutto inaspettato, tanto da chiedersi – appena dopo aver fatto l’amore – come lui,

 

“con la pancia e un principio di calvizie” fosse “riuscito a portare una donna come Sveta nel suo letto, come fare perché ci restasse e come rimanere disinvolto in una situazione del genere”.

Molly Antopol

 

Entrambi sembrano comunque essere legati a filo doppio, in quel gioco insensato che è la vita: Sveta è per Howard il tentativo di dimenticare il presente con la leggerezza della giovinezza; mentre Howard è per Sveta la speranza di riuscire ad affrontare il dolore della morte e del passato con la lontananza. Entrambi i tentativi sono destinati a non conoscere un lieto fine, come si conviene alle emozioni più profonde, che sembrano dover passare per forza per il dolore.

La capacità di Molly Antopol di scavare a fondo nelle profondità dei suoi personaggi è disarmante. Le sue parole pungono come spine, e quando bucano la pelle il sangue che ne viene fuori è quello vitale dell’esistenza. Ogni racconto procede esattamente con questa forza, proiettandoci in avanti, con l’ombra della storia addosso. Come in Giù la testa dove, già a partire dal titolo, veniamo messi di fronte all’incapacità degli ideali di affrontare a testa alta il proprio tempo.

Siamo in pieno maccartismo e seguiamo la storia di Alan, cameriere in un piccolo ristorante, e di suo padre, entrato a far parte del

 

“Partito durante la Depressione, quando non era altro che un operaio disoccupato in cerca di un sistema che funzionasse davvero”.

 

Alan continua a vivere la propria vita cercando di rincorrere i propri sogni, sbirciando il padre e i suoi amici tra i tavoli del ristorante, quando si ritrovano. Alan lo guarda, nelle notti dove la

 

“luna splende sul prato, donando al padre un azzurro bagliore satinato che gli conferisce un’aria quasi eroica”.

 

Ma anche gli eroi devono piegare la testa davanti alla forza e l’ultima immagine che Alan avrà del padre sarà un’agente dell’FBI che lo ammanetta e lo sbatte sul sedile posteriore della volante.

Insomma, preparatevi a sfogliare un libro ricco, in cui anche gli eventi storici scandiscono in modo inesorabile la vita dei protagonisti. In questo senso, un esempio perfetto, è La nonna mi racconta una storia dove un racconto di guerra diventa un anello di congiunzione tra due generazioni, per narrarci di come una crociata di bambini sia riuscita a fronteggiare gli assassini tedeschi, in quell’eterna lotta tra il bene e il male intorno alla quale è costretta a muoversi la nostra vita.

Lune di miele con nostalgia di Molly Antopol è un libro che merita il vostro tempo ma soprattutto il vostro cuore, perché l’umanità che è contenuta al suo interno aprirà delle porte che non avreste pensato di avere. Porte così sensibili da farvi piangere anche se avete sempre considerato le lacrime roba per femminucce. In questo caso voglio darvi un consiglio: visto che siamo ancora nel periodo delle allergie da polline compratelo il prima possibile, in questo modo avrete un buon alibi per giustificarvi.

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