di Armando Festa

D'accordo, dopo aver letto la citazione di McLuhan qui sopra, qualcuno storcerà il naso. Qualcun altro dirà che la pubblicità al limite può essere un piacevole intrattenimento ma che di sicuro non è arte e che è solo una forma di  mercificazione della scrittura (il pubblicitario Philip Dusenberry era solito ripetere: “Ho sempre pensato che lo scrivere annunci pubblicitari si collochi al secondo posto tra le attività di scrittura più lucrative. Al primo posto c’è la richiesta di riscatto”).

Eppure ci sarà anche qualcuno che, come me, dirà che in effetti gli è capitato di commuoversi di più per lo spot di una birra che per “Love Story”. E che ha trovato una narrazione ed una caratterizzazione più convincenti nello spot di una catena di supermercati che in uno dei tanti film di cassetta.

 

Innanzitutto, se parliamo di narrazione breve, niente si scontra maggiormente con il limite delle pagine (e dei secondi) di un commercial pubblicitario. Una manciata secondi per riuscire catturare l'attenzione dello spettatore, per emozionarlo, divertirlo o sorprenderlo e, non per ultimo, convincerlo a comprare un prodotto. Va naturalmente detto che la maggior parte degli spot fallisce miseramente gli obiettivi, trasformandosi soltanto in una noiosa interruzione o tutt'al più in una pausa per andare in bagno o per controllare facebook.

Ma, di tanto in tanto, emergono alcuni spot commerciali che invece si stagliano fino ad assumere una vera e propria dignità drammaturgica, tanto da poter essere considerati delle vere e proprie storie brevi, con tanto di storytelling, sviluppo dei personaggi e colpi di scena.

Questi di seguito sono alcuni esempi.

 

 

Truemove H

 

Uno spot per una compagnia telefonica thailandese diventa un racconto di tre minuti che si dipana negli anni, in cui confluiscono vita, morte, sentimenti e, soprattutto, gratitudine. Ottimo cast, ottima regia, ottima scrittura.
 

 

 

 

Guinness

 

Questo spot per la birra Guinness è forse quello che mi ha causato più crisi di pianto in assoluto, nonostante non cada neppure per un istante nel pietismo. O, forse, proprio per questo. L'amicizia virile come non era raccontata dai tempi di Hemingway.
 

 

 

 

The Children's Foundation

 

Uno spot orientale che avvince e che sorprende, riuscendo a tessere un clima di mistero e di tensione psicologica fino allo scioglimento finale, come in uno dei migliori film di M. Night Shyamalan.
 

 

 

 

Sainsbury's

 

Uno spot per la catena di supermercati che non sfigurerebbe nella filmografia di Spielberg. C'è la guerra, ci sono i soldati, c'è il Natale. C'è la morte e c'è la vita. C'è una grande regia e c'è una grande sceneggiatura (che deve tanto a Charles Dickens).

 

 

 

 

Canal +

 

Infine, uno spot di Canal + che gioca proprio sull'importanza della scrittura e della capacità affabulatoria per riuscire ad inchiodare lo spettatore. Brillante, divertente, autocelebrativo.

 

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