Il nuotatore

John Cheever/Frank & Eleanor Perry

 

 

 

di Armando Festa

 

Il 18 luglio del 1964 il singolo dei Beatles "A hard day's night” entrò in classifica. La canzone parlava di un uomo che è costretto a lavorare tutto il giorno come un cane ma la sera è contento perché torna a casa e ritrova l'amore e il calore famigliare.

 

Quello stesso giorno sul New Yorker appariva un racconto il cui punto di vista era esattamente l'opposto e che sarebbe diventato una delle short stories più importanti della narrativa americana (e non solo).

 

In un'intervista ad Annette Grant, John Cheever ammette che scrivere “The Swimmer” (“Il nuotatore”) è stato terribilmente difficile e che alla fine egli stesso si era sentito avvolto nel freddo e nelle tenebre come il protagonista del racconto. Perché “The Swimmer” è una discesa agli inferi lungo lo Stige, un nostos senza approdo, in cui il fallimento di un'intera esistenza viene racchiuso simbolicamente nell'arco di un solo pomeriggio.

 

 

L'eroe del racconto è Ned Merrill, un uomo di mezza età, esponente dell'upperclass americana. Secondo le parole dello stesso Cheever , 'Merrill poteva essere paragonato a una giornata d'estate, in particolare alle sue ultime ore' (il suo biografo ufficiale,  Blake Bailey,  afferma che il personaggio  gli era stato ispirato dal compositore Ned Rorem, con cui Cheever aveva avuto una breve relazione sessuale e che aveva descritto adoperando proprio questa frase):

 

 

Quando ci appare per la prima volta, Ned Merrill è seduto a bordo di una piscina insieme alla moglie Lucinda e a un gruppo di amici, in una domenica di mezza estate. Hanno bevuto tutti un po' troppo, e all'improvviso, tra i fumi dello stordimento etilico, a Ned viene in mente di compiere un'impresa ai suoi occhi leggendaria: percorrere a nuoto i quindici chilometri che portano a casa sua, tuffandosi in tutte le piscine del vicinato che costellano il cammino.

 

 

Così, di vasca in vasca, di vicino in vicino, l'uomo comincia il suo nostos; ma il viaggio, che aveva immaginato eroico e solare, presto si tramuta in un incubo. O meglio, nella realtà.

Il comportamento dei vicini nei suoi confronti sembra cambiare man mano che prosegue, diventando sempre più ostile.

Qualcuno di loro allude a una sventura non meglio precisata che gli sarebbe capitata e che avrebbe coinvolto la  sua casa e le sue figlie, ma di cui Ned non sembra avere memoria.

Una ex amante lo aggredisce verbalmente dicendogli chiaramente che se è venuto per farsi prestare dei soldi può anche scordarseli.

 

 

Emulo di Ulisse o di Rip van Winkle, Merrill riesce a trascinarsi fino a destinazione, nonostante le forze comincino a mancargli sempre più e grosse nuvole fredde si addensino nel cielo. Una volta raggiunta la meta, però, scopre che  la sua casa è chiusa a chiave e disabitata.

 

 

È facile notare quanto “The swimmer” sia un racconto profondamente simbolico, che affonda le radici nel mito di Narciso. Anche se la narrazione è racchiusa nell'arco di poche ore, il suo orizzonte temporale abbraccia un'intera esistenza: le piscine in cui il protagonista si tuffa sono altrettante fasi della vita.

Il tempo atmosferico cambia e l'estate iniziale lascia il posto a un grigio e nuvoloso autunno.

Ned Merrill, nel corso del suo viaggio, si rende conto di avere sempre meno forze per sollevarsi oltre il bordo delle vasche e il suo costume inizia ad andargli largo, tanto che a un certo punto si chiede come sia possibile dimagrire in quel modo in un solo pomeriggio.

 

 

E alla fine quasi non capiamo se quella casa buia e desolata sia situata nel presente o non sia piuttosto la proiezione di un futuro incombente.

Questa mescolanza di mito e realtà è ciò che rende “The Swimmer” molto di più di un ennesimo racconto sul lato oscuro del sogno americano, ed è ciò che affascinò la coppia (lavorativa e di fatto) Frank ed Eleanor Perry, rispettivamente regista e sceneggiatrice che agli inizi degli anni '60 avevano raggiunto una certa notorietà grazie al bellissimo film "David and Lisa”. I due convinsero il produttore Sam Spiegel a dar loro la possibilità di realizzare un film che riuscisse ad adattare l'inadattabile. Per il ruolo di protagonista si fecero i nomi di William Holden, Paul Newman, George C. Scott, Glenn Ford e Burt Lancaster. Mentre tutti gli altri rifiutarono, quest'ultimo accettò. Il film fu girato nel 1966 ma fu subito considerato troppo intellettuale dalla Columbia, che fece girare da capo alcune scene a un giovane Sydney Pollack, distribuendolo solo nel 1968.

 

 

Il film venne promosso nelle sale tramite un manifesto che riportava una tag-line che avrebbe dovuto far riflettere lo spettatore su ciò a cui stava per assistere, uno specchio del self-made man americano: 'Quando parli de Il Nuotatore, parli di te stesso?'.

 

In Italia, invece, nella promozione si preferì smussare il lato sociologico dell'opera, cercando di evidenziarne, ai limiti dello stravolgimento, quelle pallide tinte di romanticismo e di passione che, se apparivano, avevano tutt'altro senso all'interno della narrazione. Il film venne intitolato “Un uomo a nudo” e furono adottati manifesti che ne riflettevano questo punto di vista piuttosto falsato.

 

Dandone merito a Frank e ad Eleanor Perry, il film ricalca in maniera abbastanza fedele le situazioni e il tono del racconto di Cheever, con poche differenze rispetto al testo originale (poche, relativamente al fatto che adattare un'opera letteraria in chiave filmica è sempre e comunque un tradimento). La prima differenza salta agli occhi sin dai titoli di testa: il film comincia con Ned Merrill già in cammino. Non sappiamo da dove venga, né se pochi minuti prima fosse con sua moglie Lucinda, come accade invece all'inizio del racconto. Ci appare, invece, dal folto della boscaglia, in costume da bagno, pronto a tuffarsi nella piscina dei suoi vicini Westerhazy. Da quanto tempo vagabonda? Senza un ancoraggio iniziale, il personaggio ci appare subito perso, tanto che alla domanda del padrone di casa 'Dove sei stato?', risponde 'Un po' qui, un po' là'.

 

Il lungometraggio aggiunge poi alla trama un personaggio completamente nuovo che non compare nella storia di Cheever: una ex babysitter di casa Merrill di nome Julie che decide di accompagnare Ned per un tratto della sua impresa natatoria, rivelandogli a un certo punto di essere stata innamorata di lui. La sequenza relativa a questa donna è la più lunga di tutto il film, quasi come se il regista e la sceneggiatrice avessero sentito il bisogno di un contatto umano, la cui mancanza è invece proprio ciò che rende il racconto originale così glacialmente e spietatamente perfetto.

 

 

Una curiosità  riguarda la scena in cui John Cheever interpreta un piccolo cameo: è, infatti, uno degli ospiti del cocktail party che ha luogo nel giardino di uno dei vicini. In quella scena Cheever avrebbe dovuto semplicemente stringere la mano di Burt Lancaster, ma all'ultimo momento decise di improvvisare, scoccando un bacio sulla guancia della ragazza che interpretava Julie. Lancaster prese così male quell'improvvisazione che si rifiutò di stringergli la mano (e infatti la scena si conclude con lui che prende Julie sottobraccio e si allontana, degnando Cheever solo di un mezzo sguardo).

 

“The swimmer” fu un insuccesso di pubblico, ma la critica gli decretò un buon tributo, tanto che ora, a distanza di anni, viene considerato una sorta di cult movie. Intervistato sulla sua esperienza hollywoodiana, Cheever rispose lapidario:

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