Racconti per gli acquisti

 

D'accordo, dopo aver letto la citazione di McLuhan qui sopra, qualcuno storcerà il naso. Qualcun altro dirà che la pubblicità al limite può essere un piacevole intrattenimento ma che di sicuro non è arte e che è solo una forma di  mercificazione della scrittura (il pubblicitario Philip Dusenberry era solito ripetere: “Ho sempre pensato che lo scrivere annunci pubblicitari si collochi al secondo posto tra le attività di scrittura più lucrative. Al primo posto c’è la richiesta di riscatto”).

Eppure ci sarà anche qualcuno che, come me, dirà che in effetti gli è capitato di commuoversi di più per lo spot di una birra che per “Love Story”. 

Effe, narrativa illustrata. Un racconto di Paolo Zardi accompagnato dalla vignetta di Massimiliano di Lauro

 

Siamo felici di pubblicare un racconto inedito tratto dall'ultimo numero di EFFE, semestrale di narrativa inedita illustrata, in libreria dal 14 Gennaio. Il volume contiene 8 racconti inediti accompagnati da 8 illustrazioni di giovani artisti italiani. 

Ringraziamo Flanerì e 42 Linee.

Eisner:racconti in una graphic novel

Per chi, come me, tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo millennio si è trovato a frequentare l'ambiente delle fumetterie, si sarà accorto che in quel periodo stava diventando di uso comune il termine inglese graphic novel.

Con graphic novel si intendeva (e si intende tuttora) un libro autoconclusivo a fumetti generalmente indirizzato ad un pubblico adulto. Nonostante la sua traduzione letterale sia romanzo grafico, noi italiani abbiamo sempre adoperato questo termine al femminile (la graphic novel) forse per un'assonanza tra novel e novella.

Racconti alla tv: ai confini della serialità

Non sarà come crede J. G. Ballard (o almeno così ci auguriamo), convinto che “di questi tempi la gente abbia perso il gusto di leggere racconti, forse in reazione alle pletoriche e prolisse narrazioni delle serie televisive”. Tempi, i suddetti, vecchi almeno di quindici anni, ma dalla fisionomia tutt’altro che distante.

Infatti il nesso, per quanto non sia quello indicato, c’è, e r-esiste. Si può dire che Ballard, indicando la luna, sia riuscito almeno a delineare la presenza delle stelle circostanti, della relazione capovolta che avvicina la forma del racconto a quella della serialità televisiva. Del ponte fra compiutezza ed eterno, infinito e ripetibilissimo ritorno.

 

An Occurrence at Owl Creek Bridge sul piccolo e grande schermo

 

Ho sostenuto che il racconto An Occurrence at Owl Creek Bridge di Ambrose Bierce (1891) è un "duplice inganno" che agisce simultaneamente tanto all'interno della narrazione, come parte di intreccio che rimanda alle vicende pregresse per cui il protagonista si ritrova all'incipit già con il cappio al collo, quanto sul piano della fruizione, sollecitando il lettore a dare credito di realtà all'allucinazione di una corda tempestivamente spezzata.

Nell'elegante adattamento cinematografico del regista francese Robert Errico (dal titolo La rivière du hibou, 1962) resta soltanto l'inganno fruitivo.

 

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