Il premio Campiello Opera Prima alla raccolta di racconti di Francesca Manfredi

 

Il Campiello Opera Prima 2017 se l’è aggiudicato una raccolta di racconti. Parliamo di Un buon posto dove stare (La nave di Teseo editore), il libro che ha rivelato ai lettori Francesca Manfredi, narratrice e autrice di testi teatrali, classe 1988. Con una scrittura delicata e risoluta, che non teme il fondo di quel che sfiora, Francesca oscilla tra atmosfere esistenzialiste e oniriche, a volte tenebrose. 

I difetti fondamentali, intervista a LucaRicci

 

"Troppo spesso il sistema delle recensioni è solo un centro di potere auto conservativo e molto disancorato dalla realtà- cioè (in questo caso) dai testi, dal loro valore, dal percorso e il sacrificio e il dolore dei loro autori. Detta in altri termini, considero- considererei- la critica uno strumento fondamentale per arginare la dittatura bestsellerista del mercato, perciò detesto chi la usa male, chi la svilisce per il classico piatto di lenticchie".

 

Emanuele Giammarco, dall'esperienza di Racconti Edizioni

 

Emanuele Giammarco è il fondatore, insieme a Stefano Friani di Racconti Edizioni, la nuovissima casa editrice che pubblica solo libri di racconti. Noi ne abbiamo già parlato qui per dare loro il benvenuto. Ora entriamo con Giammarco nelle questioni più spigolose e difficili da affrontare per chi vuole pubblicare racconti, e cercare di capire, con lui, cosa si sta muovendo nel panorama editoriale.

 

Intervista a Pilar Adon

 

Quanto più si scrive dei propri fantasmi, più ci si addentra nelle loro origini e si arriva a conoscerne le caratteristiche, più si tende a crollare in essi; per questo io non credo alla letteratura come terapia. Al contrario, sono sempre più convinta che quanto più si scrive su un tema che ci inquieta e ci domina, più lo stesso tema continuerà a dominarci e a inquietarci.

Qualcosa dunque si muove. Intervisa a Nicola Lagioia

 

 

« Chi dice che la letteratura italiana è morta confonde l’oggetto del proprio giudizio col soggetto che lo emette.»

 

Federica Aceto parla di Lucia Berlin

 

Io non so se avrò mai la forza di rileggere il libro tutto per intero in italiano, perché mi verrebbe il desiderio di ritradurlo daccapo. La maggiore soddisfazione è sapere che sta piacendo a molti, che sta andando avanti grazie al passaparola. E che le imperfezioni della mia traduzione che a me, ogni volta che mi capita di leggere qualche frase citata da qualche parte, sembrano macroscopiche, sono in fondo perdonabili.

 

ATTIVITÁ
 

Consiglia questa pagina su:

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© Osservatorio Sul Racconto - 2014 Tutti gli articoli presenti su Cattedrale sono tutelati dalle clausole del Creative Commons