La fisiologia del terrore: "Le Horla" di Maupassant

 

“Le Horla” è la storia di una possessione. Non si tratta, tuttavia, di uno spirito o di un demonio – il narratore è esplicito al riguardo: si tratta piuttosto di un alieno, di un altro essere, successivo all’uomo sulla scala evolutiva:

“Ah! L’avvoltoio ha mangiato la colomba; il lupo l’agnello; il leone ha divorato il bufalo dalle corna appuntite; l’uomo ha ucciso il leone con la freccia, la spada, la polvere; ma l’Horla farà dell’uomo ciò che noi abbiamo fatto del cavallo e della mucca: il suo servitore, il suo cibo, la sua cosa, con la sola forza della sua volontà.”

Fama, Daniel Kehlmann

 

Daniel Kehlmann diventa un autore conosciuto a livello internazionale nel 2005, con la pubblicazione del romanzo Die Vermessung der Welt (La misura del mondo, Feltrinelli, 2006), storia romanzata e reinventata delle vite di Alexander von Humboldt e Carl Gauss. Pochi anni dopo esce la sua seconda opera, la raccolta di racconti Ruhm - Ein Roman in neun Geschichten (2009). In Italia è pubblicato da Feltrinelli nel 2010 dal titolo Fama – Romanzo in nove storie.

Del romanzo c’è ben poco, si tratta tuttavia di un’interessantissima e ben congegnata raccolta di racconti, dove le connessioni a volte tenui a volte fondanti per la trama si distendono fra una storia e l’altra come una ragnatela che ne moltiplica e rispecchia i significati.

La guerra perpetua di Alberto Moravia

 

A differenza da quanto accade in Mamamel e Vusitel, racconto affine e coevo, nel quale due popoli si combattono in conseguenza di inconciliabili (ma parimenti balorde) concezioni del tempo (assodato che il presente non conta nulla, bisogna vivere in funzione del passato o del futuro?), le due nazioni che si dividono la grande isola visitata dal narratore de La guerra perpetua (dalla raccolta "L'epidemia", 1944; successivamente confluito in "Racconti surrealisti e satirici", Bompiani, 1956) hanno da secoli ingaggiato un conflitto di cui non si rivela il motivo. É lecito immaginare che nemmeno le parti avverse ne siano ormai a conoscenza, dopo così tanto tempo. Non è questo, però, l'aspetto più inquietante della vicenda.

In un palmo d'acqua, Percival Everett

 

Nove racconti per dipingere il romanzo di un luogo al di là dei luoghi, il fascino del West dove il deserto si accumula a ridosso dei giorni e tratteggia uno scenario tutto pieno nonostante lo spazio, l’interminabile spazio, che sembra suggerire.

 

 

In vetrina: Andres Neuman. Le cose che non facciamo

 

Questa raccolta è un vero e proprio omaggio alla brevità, che pur permette all’autore di disegnare personaggi a tutto tondo e di dar vita a un’opera di ampio respiro, onesta e mai scontata. 

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